Siae, ricorso d’urgenza sui biglietti per gli U2. “Secondary ticketing, tutelare i consumatori”

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Anche i biglietti del concerto degli U2 per l’attesissima celebrazione dei 30 anni di The Joshua Tree del 15 luglio allo Stadio Olimpico di Roma finiscono sulle piattaforme del cosiddetto “secondary ticketing”, offerti a cifre astronomiche ancor prima che lunedì fossero posti in vendita da Ticketone, una volta terminato il periodo di prelazione riservato agli iscritti al fanclub della band irlandese. Comunque sia, è dopo l’ufficializzazione del tutto esaurito e la verifica di quanta speculazione sia stata avviata sui siti utilizzati per il bagarinaggio online che la Siae rompe gli indugi annunciando di aver presentato un ricorso d’urgenza al Tribunale Civile di Roma “per tutelare sia i diritti dei propri associati che i consumatori che si ritrovano a pagare anche fino a 10 volte in più i ticket di ingresso sul mercato parallelo”.

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“Dopo aver visto che alcuni siti ieri, dopo 25 minuti dall’apertura della vendita dei biglietti sui canali ufficiali, hanno messo in vendita sul mercato secondario i biglietti a prezzi notevolmente maggiorati per il concerto del 15 di luglio, abbiamo deciso di agire immediatamente – commenta Gaetano Blandini direttore generale di Siae – Anche in questo caso abbiamo ottenuto l’adesione di Federconsumatori, con cui Siae ha siglato un protocollo d’intesa due anni fa, per intraprendere insieme tutte le azioni legali e mediatiche a tutela dei diritti dei consumatori”.

La vendita dei biglietti degli U2, come detto, è scattata alle 10 del mattino di lunedì sul sito dell’esclusivista Ticketone. Ed è andata avanti, ufficialmente, per due ore e mezza, registrando il “sold out” alle 12,30. Esperienza davvero stressante, provare ad acquistare un biglietto: clessidre da attendere prima di essere immessi alle transazioni, codici alfanumerici da digitare ad ogni tentativo per dimostrare al sistema di essere “umani” e non robot, successiva indisponibilità di biglietti per i quali sempre il sistema aveva dato semaforo verde. C’è chi è riuscito a mettere le mani sull’agognato tagliando e ha gioito come Tardelli nella finale mundial di Madrid. Grande frustrazione in chi, al contrario, è stato tagliato fuori. Che, dopo tanto stress, deve aver percepito persino come una beffa l’annuncio trionfale di Live Nation: “Il 15 luglio tutto esaurito? Gli U2 raddoppiano il 16 luglio”.

Ma intanto c’era già chi aveva lanciato l’accusa: “Non è cambiato nulla, biglietti svaniti in pochissimo tempo e ora in secondary ticketing”. A quel punto, Ticketone ha diffuso una nota per spiegare con quanta attenzione abbia monitorato l’assegnazione dei biglietti per l’evento più atteso della prossima estate di concerti. Ticketone, si legge, ha accertato che non è stata rilevata attività da parte di “bot”, i software che consentono l’acquisto massiccio di biglietti online generando profili ed account fittizzi. Per contro, sono finite nel mirino le transazioni riconducibili a 200 acquirenti, per un ammontare di 600 biglietti. Transazioni bloccate con conseguente reimmissione dei tagliandi sul mercato. Sempre Ticketone ha inoltre spiegato come stia intervenendo anche sulle piattaforme del secondary ticketing procedendo con acquisti “a campione” di biglietti per il concerto degli U2, con l’obiettivo di “individuare i soggetti che hanno convogliato i biglietti su tali canali” e procedere alla “successiva cancellazione” delle loro transazioni di acquisto.

Nonostante tali contromisure e le sanzioni proposte dal governo alla luce della prima vera inchiesta sul fenomeno in Italia, il bagarinaggio online va avanti, perché il rischio è giustificato dai lautissimi margini di guadagno in nero che favorisce. Ma ormai si è di fronte a un’autentica perversione. Fa sorridere pensare come fino a qualche anno fa in Italia si dibattesse sul prezzo degli spettacoli musicali dal vivo, ritenuto eccessivo. Ora comprare al prezzo di base il biglietto per il concerto in uno stadio sembra un miraggio, mentre sui canali secondari c’è chi lo sventola offrendolo per migliaia di euro.

Ma bisogna anche riflettere sul malessere al limite del patologico a cui espone la vendita online dei biglietti attraverso un unico canale, Ticketone, che rende il tentativo di acquisto come minimo ansiogeno. Accade ovviamente quando l’evento è circondato da grande popolarità, come per gli U2. Ma non si può giustificare lo spargimento di tanto senso di impotenza nell’essere “rimbalzati” con il sovraccarico generato nel sistema dalla gigantesca domanda, come fa Ticketone. Per essere chiari fino a sembrare didascalici, non è tollerabile una procedura che illude con un segnale verde sulla disponibilità dei biglietti per un determinato settore, chiede di indicare quanti se ne vogliono acquistare, quindi obbliga a digitare lettere e cifre per farsi riconoscere e una volta passato il controllo fa sapere che quei biglietti non ci sono più. Lasciando all’utente solo una scelta: mollare tutto o tornare indietro e ricominciare da capo. Mentre il tempo scorre e la pressione sale.

Presto o tardi, tutto questo potrebbe finire. Almeno a sentire Vasco Rossi quando preconizza il tramonto del monopolio di Ticketone “che dopo decenni mostra i suoi punti deboli”. Vasco, in partnership con Best Union, ora è passato a VivaTicket, attraverso cui partirà dal 27 gennaio la prevendita del mega-evento del primo luglio Modena Modena Park. Dando l’annuncio, la pagina Facebook dell’artista garantisce “maggiore trasparenza” grazie alla collaborazione con la stessa Siae e le principali associazioni dei consumatori, “che avranno il potere di controllare ogni fase della vendita”. Perché, si legge, l’intenzione è di “combattere il secondary ticketing prima che dilaghi”, nell’interesse “del pubblico e degli artisti”.

C’è ancora un aspetto della vicenda. Si è detto della vendita dei biglietti riservata agli iscritti al fanclub. Dovrebbe garantire una via preferenziale a chi ama profondamente un artista. Se i biglietti degli U2 erano sul secondary ticketing già nello scorso weekend, le possibilità sono due. La prima: chi li ha proposti era certo di poterne disporre. La seconda: i bagarini hanno imparato a trasformarsi in appassionati incalliti dell’ultima ora, iscrivendosi ai fanclub
in tempo utile per poter giocare d’anticipo. Forse gli U2, come tutti gli artisti dal grande seguito, in previsione dei loro tour dovrebbero almeno dare un segnale, provare ad arginare gli speculatori bloccando le iscrizioni ai fanclub qualche mese prima. E comunque non basterebbe.

La Repubblica