Berlusconi: «Ora coalizione moderata e liberale». Ma nel centrodestra è tensione con Meloni e Salvini

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Il centrodestra, unito, sbanca ai ballottaggi, ma così unito, il giorno dopo, quando già si comincia a tracciare la strada verso le prossime politiche, non sembra esserlo. Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia conquistano insieme roccaforti rosse come Genova, Sesto San Giovanni e Pistoia grazie a “un’onda”, come l’ha definita Renato Brunetta, che tracima fino a Piacenza e L’Aquila. Un’onda «dal chiaro profilo moderato» per Silvio Berlusconi; un’onda che di moderato dovrà avere ben poco per gli alleati come Giorgia Meloni o Matteo Salvini.

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Berlusconi: «Chiaro profilo liberale e moderato»

Le prime parole del leader di Forza Italia sono chiare: «Da questi risultati il centro-destra può partire in vista della sfida decisiva per tornare a guidare il paese, sulla base di un programma condiviso, che in larga parte già abbiamo, e di una coalizione fra forze politiche diverse, caratterizzata da un chiaro profilo liberale, moderato, basato su radici cristiane, secondo il modello di centrodestra vincente in tutt’Europa e oggi anche in Italia».

Meloni: «Moderazione non esiste più in politica»

Dopo meno di un’ora il primo commento, altrettanto chiaro, di Giorgia Meloni: «La moderazione è una categoria che in politica non esiste più, a me non interessano le etichette ma i contenuti, vorrei sapere cosa pensa Berlusconi di un referendum abrogativo dello ius soli, cosa pensa di un reddito di infanzia, cosa pensa di una diversa gerarchia delle leggi che ci farebbe stare in Europa con la testa alta. Di questo vorrei parlare», dice la leader di FdI parlando con i giornalisti a l’Aquila, dove è andata a complimentarsi con il neo sindaco Pierluigi Biondi.

Salvini: «Lega primo partito del centrodestra»

«Gli elettori vogliono un centrodestra unito, certo, ma che non strizzi l’occhio a sinistra», commenta invece Matteo Salvini poco prima delle parole di Berlusconi. «Per noi la festa è finita stamattina. Con oggi sentiamo un’enorme responsabilità sulle spalle. Vogliamo parlare a quella metà di italiani delusi, incazzati e schifati che ieri non sono andati a votare». Il segretario del Carroccio ribadisce però che per un’alleanza a livello nazionale non dovrà essere coinvolto «chi sostiene i governi del Pd». «Non puoi stare a Roma con il Pd e poi volerci tornare con Salvini. Questo è fuori discussione. Alfano, per quanto mi riguarda, non sarà mai parte di una coalizione di cui fa parte la Lega». Poi l’affondo sul rapporto di forze tutto interno al centrodestra: «Siccome la matematica non è un’opinione – sottolinea il segretario del Carroccio – nei centri più importanti al voto dove il centrodestra ha vinto la Lega è il primo partito».

Brunetta: «FI forza traente»

Non è così d’accordo un altro big del centrodestra, Renato Brunetta: «Grande soddisfazione per il centrodestra e grande soddisfazione soprattutto per Fi che si conferma il primo partito all’interno della nostra area politica: siamo la forza traente del centrodestra. Non se ne abbia a male l’amico Salvini, ma la forza traente del centrodestra non è la Lega, ma è Fi», commenta il capogruppo di Forza Italia.

 

Corriere della Sera