Calciomercato, Inter e Fiorentina in ritardo. La Roma si scrolla e punta Mahrez

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Mancano venticinque giorni al primo anticipo di serie A e ci sono molte squadre, anche di prima fascia, che hanno appeso il cartello «lavori in corso». Jindong Zhang parla apertamente di Champions, ma l’Inter procede lenta, come una formula uno con il motore sbiellato e incassa un altro no: «Vidal resta al Bayern Monaco al cento per cento», il messaggio di Carlo Ancelotti che è una pietra tombale sui desideri nerazzurri. E Pallotta ha bloccato Nainggolan alla Roma. Spalletti, nel vertice con Ausilio e Sabatini, prima dell’amichevole «cinese» con il Lione, ha ricevuto ampie assicurazioni, ma i giorni passano e le lacune sono evidenti.

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La difesa, a parte Skriniar, è quella raggelante dell’anno scorso e gli acquisti di Borja Valero e Vecino (l’uruguaiano ha già comunicato alla Fiorentina che sfrutterà la clausola da 24 milioni per liberarsi), hanno indispettito Firenze senza però scaldare i tifosi nerazzurri. Inoltre, Perisic vuole andare al Manchester United. Martial, in prestito con diritto di riscatto, può fare il percorso inverso. Di Maria, in grado di accendere la fantasia dei tifosi, è un’ipotesi suggestiva ma per il momento il Psg è concentrato su Neymar per il quale la strada è tutta in salita.

Il nome giusto potrebbe essere quello di Keita Balde della Lazio o, magari, Schick della Samp, ma in entrambi i casi la strada è in salita e la concorrenza della Juve, che nell’ombra continua a lavorare clamorosamente sul giovane ceco, assai temibile. Berardi può venire fuori a agosto. Karamoh, giovane ala del Caen, un giovane di valore da dieci milioni. Occhio a Candreva: Conte, che lo ha valorizzato in Nazionale, lo vorrebbe al Chelsea. Nomi, ipotesi e parecchia confusione. Il valore aggiunto, la garanzia sul progetto nerazzurro, oggi ha la faccia stralunata di Luciano Spalletti: l’allenatore ha già dato un’identità alla squadra e creato lo spirito di gruppo. Non è poco dopo appena venti giorni di lavoro. Però i rinforzi servono adesso. Perché l’Inter, parola di Suning, non può rimanere fuori dalle prime quattro, cioè dalla Champions League.

Anche la Roma, dopo le cessioni, è partita lenta. Ma Monchi, il nuovo d.s., sta recuperando il terreno perduto: la difesa, con Kolarov, è sistemata; Nainggolan è blindato anche se l’annuncio per il rinnovo di contratto non è ancora arrivato e Defrel è un’invidiabile alternativa a Dzeko. L’algerino Mahrez, uno degli artefici del miracoloso scudetto del Leicester, è la ciliegina, l’uomo per il salto di qualità: ma costa 30 milioni.

La rivoluzione più clamorosa è quella della Fiorentina: via i titolari Gonzalo Rodriguez, Borja Valero, Ilicic, Bernardeschi e Vecino a cui a stretto giro di posta potrebbe unirsi Tatarusanu (Nantes). Il settimo è Kalinic, ma il Milan frena e il centravanti ribelle domani dovrà presentarsi a Firenze per allenarsi. Ora però per i viola è tempo di acquisti: i francesi Veretout (oggi le visite mediche) e Eysseric sono sicuri, poi un difensore centrale di scorta, un terzino sinistro, un altro mediano se dovesse andare via anche Badelj, soprattutto due esterni e una punta, forse due. Serve qualità, forza, esperienza.

«Non vi deluderemo», il messaggio di Corvino ai tifosi sconcertati. Simeone o Duvan Zapata per l’attacco, Jesè Rodriguez del Psg e Niang del Milan candidati per raccogliere l’eredità di Bernardeschi. Paletta è un nome buono per la difesa ma c’è anche il Torino, mentre in mezzo al campo una delle ipotesi è Fofana dell’Udinese. Il tempo stringe, Pioli aspetta. Questa e la prossima sono settimane cruciali.

 

Corriere della Sera